Traversella

Ogni persona ha dei “posti del cuore”. Luoghi speciali, unici da un punto di vista strettamente soggettivo. Angoli della cartina che hanno un colore particolare, che evoca buone sensazioni e ricordi cari. Traversella è uno dei miei: perché c’è il rifugio Piazza, accogliente e sobrio, gestito meravigliosamente da persone splendide. Perché c’è Caio, un anziano signore un po’ molesto (ma tutto sommato piacevole, dopo che ci si è fatta l’abitudine) che spunta negli anfratti più improbabili per altrettanto improbabili operazioni di giardinaggio aereo. Perché è fuori dal mondo, che se ne rimane confinato dove si lascia la strada asfaltata e si imbocca il sentiero. O forse, proprio per questa ragione, è dentro al mondo, e quelli fuori siamo noi. Perché c’è una roccia incredibile, chiodata con ottimo gusto e competenza (dall’anziano signore di cui sopra). Perché a Traversella ogni via è un viaggio.

Un ringraziamento speciale a Lorenza Grandi per avermi prestato la sua canon, dato che, preso dal sacro fuoco dell’arrampicata, ho lasciato la mia macchina a casa.

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